Se c’è un dolce che rappresenta l’identità della pasticceria italiana nel mondo, questi sono i cannoli siciliani. Una combinazione sublime di contrasti: la croccantezza friabile della scorza (la buccia) che incontra la cremosità vellutata e fresca della ricotta.
Tuttavia, realizzare i cannoli siciliani perfetti in laboratorio non è una questione di fortuna. Dietro la texture della buccia e la stabilità della farcitura si cela un perfetto bilanciamento degli ingredienti. In questo articolo ti svelo la mia ricetta professionale passo-passo, dalla pasta alla crema di ricotta.
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La riuscita dei cannoli siciliani si basa su due preparazioni distinte che devono completarsi perfettamente al palato: una buccia aromatica e non unta e una crema di ricotta densa e setosa.
200 g di Farina 00
20 g di Strutto
1 Uovo intero
30 g di Marsala
15 g di Aceto bianco
5 g di Cacao amaro
2 g di Cannella in polvere
500 g di Ricotta di pecora (tassativamente ben scolata)
150 g di Zucchero semolato
Scorza grattugiata di un’arancia biologica
La regola del Pasticcere: Nota l’uso dello strutto nell’impasto. Lo strutto ha un punto di fumo altissimo e penetra meno nella pasta durante la frittura rispetto agli oli vegetali, garantendo una friabilità insuperabile. Per la farcitura, l’uso esclusivo della ricotta di pecora assicura quel sapore ricco e quella struttura grassa e sostenuta che la comune ricotta vaccina non può replicare.

Il vero segno distintivo di un cannolo artigianale d’eccellenza è la presenza delle bolle sulla superficie della scorza. Molti pensano che dipenda dal lievito, ma la ricetta tradizionale non ne contiene.
La magia avviene grazie all’azione combinata di aceto e Marsala. Quando la buccia viene immersa nell’olio di semi di girasole o arachide bollente (a circa 170°C), l’alcol del Marsala e l’acido dell’aceto evaporano istantaneamente in modo violento. Questo vapore intrappolato nella struttura della farina si espande, spingendo la pasta verso l’esterno e creando le caratteristiche bolle friabili prima che la struttura si stabilizzi con la cottura.

Attenzione all’albume: Quando chiudi i lembi del cannolo sulla canna, fai molta attenzione a non far scivolare l’albume sul metallo. Se l’albume tocca la canna, la pasta si attaccherà all’acciaio e la buccia si romperà inevitabilmente quando proverai a sfilarla dopo la frittura.
Il siero è il nemico della crema: Se la ricotta non è perfettamente asciutta, rilascerà siero dopo essere stata mescolata allo zucchero. Questo renderà la farcitura liquida, instabile e comprometterà la croccantezza della buccia.
L’impermeabilizzazione: Il cannolo va riempito esclusivamente al momento del servizio per evitare che l’umidità della ricotta bagni la buccia. In alternativa, puoi spennellare l’interno della scorza fredda con del cioccolato fondente fuso: creerà una barriera impermeabile che manterrà il cannolo croccante per diverse ore.
Il bilanciamento dei liquidi, la gestione del siero nelle creme e la chimica della frittura sono ciò che differenzia una preparazione amatoriale da un capolavoro da vetrina.
Vedere il video per la parte pratica utilissima per fare questi cannoli siciliani top.
La pasticceria è una scienza esatta: conoscere come reagiscono i grassi del burro con i diversi tipi di zuccheri e strutture ti permette di controllare la stabilità dei tuoi dolci in ogni stagione, evitando sprechi in laboratorio.
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