Nella pasticceria professionale non esiste la parola “fortuna”: ogni risultato è il frutto di una reazione chimica precisa. Uno dei dubbi più frequenti, che spesso divide i pasticceri amatoriali e i professionisti, riguarda la scelta del grasso solido: è meglio usare il burro o la margarinain pasticceria?
Anche se a prima vista possono sembrare intercambiabili, questi due ingredienti hanno un’origine, una struttura molecolare e un comportamento in cottura completamente differenti. Scopriamo insieme cosa succede sotto l’effetto del calore e come fare la scelta giusta per i tuoi dolci.
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La prima grande discrepanza risiede nella materia prima e nel modo in cui questi grassi vengono prodotti:
Il Burro: È un grasso di origine animale, derivato dalla lavorazione della panna del latte. Per legge, il burro tradizionale deve contenere almeno l’82% di grassi del latte, mentre il restante 18% è composto principalmente da acqua e un velo di bionutrienti (proteine del latte e lattosio).
La Margarina: È un grasso di origine vegetale nato a fine ‘800 come alternativa economica al burro. Viene prodotta attraverso l’emulsione di oli vegetali (come girasole, palma o soia) con acqua. Per renderla solida a temperatura ambiente, gli oli subiscono processi industriali come l’idrogenazione o il frazionamento.
Perché un dolce fatto con il burro ha una consistenza diversa rispetto a uno fatto con la margarina? La risposta sta nel punto di fusione (la temperatura a cui il grasso passa da solido a liquido).
| Caratteristica | Burro (82% grassi) | Margarina Vegetale |
| Punto di Fusione | Basso 30°C – 36°C | Alto 38°C – 42°C |
| Palatabilità | Si scioglie in bocca istantaneamente | Può lasciare una leggera patina cerosa |
| Profumo e Gusto | Ricco, aromatico (note di latte e nocciola) | Neutro o aromatizzato artificialmente |
| Struttura nei dolci | Frolla friabile, sfoglia leggera | Struttura più rigida e stabile |

Il burro, avendo un punto di fusione inferiore alla temperatura corporea umana, garantisce quella friabilità inconfondibile: la frolla si scioglie letteralmente in bocca.
La margarina, avendo un punto di fusione più alto, dona una struttura più plastica e resistente in lavorazione, ma il dolce risulterà leggermente più “duro” e meno incline a sciogliersi al palato.
Il burro apporta una complessità aromatica unica grazie agli acidi grassi a catena corta e alle proteine del latte che, in cottura, subiscono la reazione di Maillard, donando quel tipico profumo di “buono”. La margarina, essendo neutra, non partecipa al profilo aromatico, a meno che non contenga aromi artificiali. La margarina trova un senso tecnico specifico quando si devono realizzare dolci vegani o per intolleranti al lattosio e alle proteine del latte. Tuttavia, se l’obiettivo è l’alta pasticceria tradizionale, il burro resta un ingrediente insostituibile per consistenza e bouquet aromatico.
Fino a qualche anno fa, per trasformare gli oli vegetali liquidi in un panetto solido e spalmabile, le industrie utilizzavano l’idrogenazione chimica.
Il vantaggio tecnico: Questo processo creava un grasso ultra-resistente. La vecchia margarina reggeva temperature caldissime senza sciogliersi e permetteva lavorazioni plastiche incredibili in pasticceria (come le sfogliature perfette anche in laboratori caldi).
Il problema salutistico: L’idrogenazione generava i famigerati acidi grassi trans, dannosi per il sistema cardiovascolare. Per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le severe normative europee hanno imposto restrizioni tali da bandire di fatto i grassi parzialmente idrogenati dai prodotti alimentari.
Oggi la margarina nei supermercati e nei laboratori professionali è cambiata. Viene prodotta principalmente attraverso il frazionamento (un processo fisico che separa i grassi naturalmente solidi da quelli liquidi, senza chimica pesante) o l’interesterificazione.
Le conseguenze di questa evoluzione sono evidenti:
Non fa più male come prima: Essendo priva di grassi idrogenati e con livelli di acidi trans vicini allo zero, dal punto di vista della salute cardiovascolare è molto più sicura rispetto al passato.
Si scioglie molto prima: Non avendo più quella struttura artificiale “corazzata”, la margarina moderna teme il caldo quasi quanto il burro. Se lasciata fuori dal frigo d’estate, si scioglie e perde consistenza molto rapidamente.
Il punto di vista del Maestro: Dal punto di vista salutistico abbiamo fatto un enorme passo avanti. Dal punto di vista tecnico, invece, la margarina attuale richiede molta più attenzione: non ha più quella super-stabilità termica di un tempo e va lavorata alle giuste temperature per non compromettere la struttura di frolle e sfoglie.

La riuscita di un grande dolce o di un gelato artigianale perfetto dipende sempre dal bilanciamento perfetto dei suoi elementi: grassi, zuccheri, solidi e liquidi.
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